La Storia
La fabbricazione artigianale
 
 
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Tale editto costituisce la più antica prova documentale dell’esistenza e dell’uso della carta amalfitana, mentre altri documenti di poco posteriori attestano come in quel periodo la carta fosse già attivamente prodotta;
In un atto della prima metà del XIII sec. infatti, si legge tra l’altro "Item concedunt etaim et ectanioem faciendi pilam in Clarito seu in flumire..." qui il termine "pila" sta ad indicare le vasche dove venivano triturati gli stracci per la produzione della carta, ed attesta ancora che in quel periodo lungo il fiume amalfitano fosse già attiva almeno una cartiera.
Dal testamento del mercante amalfitano Margarito Marcagella del 1268, si legge invece "habeo in Amalphia de coclone uncias duodecim auri, item habeo resini ires charta" prova che il mercante comprasse cotone per trasformarlo in carta.

In ultimo, un documento ravellese del 1289, menziona la "carta bambagina o bombicina", realizzata mediante stracci di cotone, proprio il cotone che a quell’epoca costituiva uno dei principali prodotti del commercio amalfitano, tanto che nella zona litoranea della città marinara esisteva una vera e propria "Platea Bombacariorum", ovvero la piazza dei venditori di tessuti…

L’editto reale tuttavia non riuscì a limitare l’uso della carta anzi, in seguito al Concilio di Trento che obbligò tutte le parrocchie a redigere registri dei nati e dei morti e degli eventi religiosi, l’uso della carta vide un ulteriore incremento.
Dopo notai e religiosi infatti, anche le università ed i vari uffici del regno cominciarono ad usare la carta per la trascrizione dei loro atti, cosicché negli archivi ecclesiastici, civili e privati di molte città italiane si trovano documenti con filigrane amalfitane. Le carte amalfitane più pregiate cominciarono poi ad essere usate presso la corte Angioina, Aragonese, quelle del Vicereame Spagnolo, e più tardi presso la corte Borbonica, arrivando a godere tale fama che nel XV sec. molti autori stranieri pubblicavano le loro opere a Napoli pur di utilizzare il pregiato prodotto.

Antica cartiera amalfitana del XVIII sec.

Nel XIII sec. la produzione della carta in Costiera Amalfitana divenne un grande business in continua espansione oltretutto, tanto che si assistette alla graduale trasformazione dei mulini ad acqua in cartiere, come conferma un documento del 1380, nel quale si legge "in quo predicto molendino facta est balkeria ad faciendum cartas bombicinas". Le cartiere erano disseminate nell'attuale Valle dei Mulini, lungo il corso del fiume Canneto o Chiarito, che alimentava anche una ferriera, attiva tra il XIV sec. ed i primi anni del XIX sec…

 
 
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